L’atleta ucraino Maksym Murashkovskyi ha conquistato l’argento nel biathlon ai Giochi Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 e, subito dopo la gara, ha attribuito una parte importante della sua preparazione a ChatGPT. Il caso ha attirato attenzione non solo per il risultato sportivo, ma perché mostra come l’intelligenza artificiale stia entrando anche nell’allenamento mentale, tattico e organizzativo degli atleti. Le fonti concordano su un punto: Murashkovskyi ha detto di aver usato ChatGPT per circa sei mesi come supporto psicologico, tecnico e motivazionale, pur senza sostituire del tutto il lavoro umano.
Va chiarito un aspetto centrale: non si tratta di una medaglia olimpica, ma paralimpica. Murashkovskyi, 25 anni, ha vinto l’argento nel biathlon maschile visually impaired ai Winter Paralympics 2026, chiudendo dietro al cinese Dang Hesong. Reuters riferisce che l’atleta ucraino ha definito ChatGPT una “tecnologia rivoluzionaria”, spiegando di averlo usato come una sorta di psicologo, allenatore e perfino medico per una parte della preparazione.
Il caso non prova che l’AI possa sostituire gli staff tecnici, ma segnala un cambio di paradigma. Gli strumenti generativi possono aiutare nell’analisi, nella pianificazione, nella motivazione e nella personalizzazione dei programmi, ma restano limiti evidenti: l’AI non formula diagnosi cliniche affidabili, non sostituisce il monitoraggio medico-sportivo e può produrre risposte imprecise o eccessivamente sicure. Proprio per questo, l’uso in ambito sportivo richiede supervisione umana, verifica dei dati e chiari confini etici.
La vicenda Murashkovskyi rende però visibile una trasformazione più ampia: l’AI non è più soltanto uno strumento per uffici e imprese, ma sta diventando un assistente diffuso anche nelle pratiche ad alte prestazioni. Nel breve periodo potrà rafforzare coaching, preparazione mentale e accessibilità; nel lungo periodo solleverà interrogativi su affidabilità, responsabilità e dipendenza tecnologica.
Breve approfondimento e cronologia
- 9-10 marzo 2026: Maksym Murashkovskyi vince l’argento nel biathlon paralimpico visually impaired a Milano Cortina 2026 e dichiara ai media di aver usato ChatGPT negli ultimi sei mesi come supporto alla preparazione. Reuters; Guardian.
- 2023: Murashkovskyi aveva già ottenuto un bronzo ai Mondiali, elemento che conferma un percorso competitivo già solido prima del caso ChatGPT. Reuters.
- Tema più ampio: la vicenda si inserisce nel dibattito globale sull’uso dell’AI in contesti sensibili, dove supporto decisionale e responsabilità umana devono restare separati. Reuters; Guardian.
Consigli di approfondimento
Reuters sulla vicenda Murashkovskyi e sulle sue dichiarazioni post-gara.
The Guardian sul contesto sportivo e simbolico del caso alle Paralimpiadi invernali.
Abstract: pro, rischi e impatto etico-sociale
Il caso mostra i pro dell’AI nello sport: personalizzazione, supporto motivazionale, accessibilità e analisi rapida. I rischi riguardano invece affidabilità, uso improprio in ambito medico, sovra-dipendenza e riduzione del ruolo critico dei professionisti. Sul piano sociale, l’integrazione dell’AI nelle performance umane potrebbe aumentare l’efficienza e democratizzare alcuni strumenti di preparazione, ma anche accentuare nuove disuguaglianze tra chi ha accesso a sistemi avanzati e chi no. Nel prossimo futuro il nodo centrale sarà la governance: AI come supporto, non come autorità autonoma.







