Encyclopedia Britannica e Merriam-Webster hanno citato in giudizio Perplexity AI, accusandola di violazione del copyright per il suo motore di risposte basato sull’intelligenza artificiale. La causa è stata depositata presso la corte federale di New York l’11 settembre 2025. Le due società sostengono che la piattaforma di Perplexity avrebbe copiato illegalmente materiali protetti, compromettendo i loro ricavi e sottraendo traffico ai siti ufficiali.
Secondo i legali, il sistema di Perplexity genera riepiloghi e risposte che sostituiscono le consultazioni dirette delle fonti originali, riducendo così l’accesso ai contenuti autentici. Britannica e Merriam-Webster, entrambi marchi storici della conoscenza e della lessicografia, denunciano un danno economico e reputazionale legato all’uso non autorizzato dei loro testi.
Il caso si inserisce in una serie di contenziosi crescenti che vedono le case editrici, i media e i detentori di diritti contrapposti alle aziende di AI. Già nei mesi scorsi testate come The New York Times e Reuters avevano avviato azioni legali contro altri fornitori di modelli generativi. La questione tocca un nodo cruciale: l’equilibrio tra innovazione tecnologica e tutela della proprietà intellettuale.
Gli esperti sottolineano che la decisione della corte potrebbe costituire un precedente significativo per l’intero settore. In gioco c’è la definizione dei limiti di utilizzo dei contenuti protetti nel training e nelle risposte generate da intelligenze artificiali, con possibili conseguenze globali sulla regolamentazione.
Approfondimento storico
- The New York Times vs OpenAI (2023-2024): prima causa di rilievo per l’uso non autorizzato di articoli giornalistici da parte dei modelli AI. Fonte
- Reuters su copyright AI (2024): indagini sul riuso dei contenuti informativi da parte di piattaforme generative.
- Dibattito europeo sull’AI Act: norme in via di implementazione per regolare anche la tutela dei dati e dei contenuti.
Consigli di approfondimento
- WIPO: Intelligenza artificiale e copyright
- Stanford Law: AI and Copyright
Abstract
La causa Britannica-Perplexity evidenzia opportunità e rischi dell’IA: da un lato, strumenti che semplificano l’accesso all’informazione; dall’altro, gravi questioni etiche e legali legate alla proprietà intellettuale. Se i tribunali confermeranno la violazione, si aprirà la strada a un rafforzamento normativo globale. Il rischio è un freno all’innovazione, ma anche un passo necessario per bilanciare diritti degli autori e progresso tecnologico, evitando un impatto sociale negativo sulla sostenibilità economica dell’editoria.







