La Commissione europea ha pubblicato la prima bozza del Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti sintetici. L’obiettivo è rendere riconoscibili deepfake, testi, immagini, video e podcast creati con intelligenza artificiale attraverso bollini, avvisi sonori e metadati digitali. Le misure si inseriscono nel quadro dell’AI Act, che entrerà pienamente in vigore il 2 agosto 2026.
Un marchio per i contenuti sintetici
La proposta introduce un’icona “AI” per i contenuti generati interamente da algoritmi e “AI-H” per quelli creati con intervento umano. Il bollino dovrà indicare il livello di coinvolgimento dell’intelligenza artificiale e fornire informazioni dinamiche sui modelli utilizzati, sulle manipolazioni effettuate e sulle tracce audio o video impiegate.
Per video e podcast sono previsti avvisi all’inizio e alla fine, oltre a segnalazioni periodiche nei contenuti più lunghi. I testi dovranno riportare una dicitura in apertura o nel colophon, salvo dimostrazione di revisione editoriale umana documentata.
Metadati e credenziali digitali
Gli sviluppatori dovranno incorporare metadati “parlanti”, filigrane digitali e sistemi di impronta resistenti a compressioni, ritagli o ribaltamenti. L’obiettivo è rendere i contenuti riconoscibili da altri sistemi automatici, come previsto dall’articolo 50 dell’AI Act.
I numeri dei deepfake
Non esiste un censimento ufficiale, ma la società Deepstrike stima una crescita da 500.000 file nel 2023 a oltre 8 milioni nel 2025. Europol avverte che entro il 2027 la maggioranza dei contenuti online potrebbe essere generata con AI. Secondo Markets&Markets, il mercato globale delle difese anti-deepfake supererà i 7.200 miliardi di dollari entro il 2030.
Verso l’adozione
La bozza, redatta da sei esperti indipendenti, sarà rivista entro marzo 2026 e adottata in versione definitiva entro giugno. Big tech come OpenAI, Google, Meta e Adobe partecipano già al consorzio C2PA per standard comuni di tracciabilità.
Abstract – Pro e rischi
Pro: maggiore trasparenza, tutela dei cittadini, riduzione di frodi e disinformazione.
Rischi: costi per creativi e startup, rischio di sorveglianza digitale, standard difficili da far rispettare globalmente.
Conseguenze future: nascita di un mercato europeo della fiducia digitale e rafforzamento della governance dell’AI.
Cronologia e fonti ufficiali
- 2023: Proposta AI Act – Commissione UE
https://digital-strategy.ec.europa.eu - Dicembre 2025: Bozza Codice di condotta trasparenza
https://commission.europa.eu - 2 agosto 2026: Entrata in vigore obblighi per modelli general purpose
- C2PA: https://c2pa.org
- Europol – Threat Assessment: https://www.europol.europa.eu
Consigli di approfondimento
- Parlamento europeo – Deepfake e democrazia
https://www.europarl.europa.eu - OECD – Synthetic Media
https://www.oecd.org







