L’ex CEO di Goldman Sachs Lloyd Blankfein, protagonista della gestione della banca durante la crisi finanziaria del 2008, avverte che l’attuale boom dell’intelligenza artificiale potrebbe nascondere rischi sistemici simili a quelli che portarono al crollo dei mutui subprime. Con investimenti globali stimati in 650 miliardi di dollari nel 2026, il settore AI sta attirando capitali senza precedenti, ma diversi investitori temono che l’euforia tecnologica possa trasformarsi in una nuova bolla finanziaria.
Un boom di investimenti che preoccupa i mercati
Secondo stime riportate da analisti finanziari e citate da diversi media internazionali, le aziende tecnologiche e i principali investitori globali prevedono di spendere circa 650 miliardi di dollari in infrastrutture e sviluppo dell’intelligenza artificiale nel 2026. Gran parte di questi capitali è destinata alla costruzione di data center e infrastrutture computazionali, fondamentali per addestrare modelli avanzati di IA.
Questo livello di investimento ha iniziato a sollevare interrogativi tra gli operatori finanziari. Un sondaggio di Bank of America tra gestori di fondi globali ha rilevato che oltre un terzo degli investitori ritiene eccessivi gli investimenti in asset fisici legati all’intelligenza artificiale, segnale che il mercato potrebbe trovarsi in una fase di espansione speculativa.
L’allarme di Blankfein
In un’intervista citata dal Telegraph, Blankfein ha utilizzato una metafora evocativa per descrivere il clima attuale nei mercati:
“Non sento la tempesta, ma i cavalli cominciano a nitrire nel recinto”.
L’ex banchiere sostiene che l’entusiasmo per l’IA ricorda quello che precedette la crisi dei mutui subprime del 2008. In particolare, teme che parte del debito e della leva finanziaria nel settore tecnologico non sia pienamente visibile agli investitori.
Blankfein ha inoltre avvertito che molte aziende di intelligenza artificiale stanno valutando quotazioni in borsa (IPO) proprio mentre i mercati sono in una fase avanzata del ciclo economico, aumentando i rischi per gli investitori retail.
Il rischio di una nuova “dot-com bubble”
Anche altri esperti hanno espresso preoccupazioni simili. Vincent Mortier, Chief Investment Officer della società di gestione Amundi, ha dichiarato al Financial Times che gli eccessi legati all’intelligenza artificiale nei mercati azionari sono ormai evidenti, anche se resta difficile individuare quando potrebbe avvenire una correzione.
Diversi analisti paragonano l’attuale fase alla bolla delle dot-com della fine degli anni ’90, quando enormi investimenti nelle tecnologie internet portarono prima a valutazioni record e poi a un crollo del mercato nel 2000.
Nonostante questi timori, il settore AI continua ad attrarre capitali. Startup come OpenAI e xAI stanno valutando potenziali offerte pubbliche iniziali di grande valore, mentre governi e aziende considerano l’intelligenza artificiale una tecnologia strategica per la crescita economica.
Cronologia e contesto della possibile bolla AI
- 1995-2000 – Bolla delle dot-com: boom delle società internet e crollo dei mercati tecnologici nel 2000
Fonte: U.S. Securities and Exchange Commission
https://www.sec.gov - 2008 – Crisi finanziaria globale: collasso dei mutui subprime e fallimento di grandi istituzioni finanziarie
Fonte: Fondo Monetario Internazionale
https://www.imf.org - 2023-2025 – Esplosione dell’AI generativa: crescita delle startup e aumento degli investimenti globali
Fonte: OECD AI Policy Observatory
https://oecd.ai - 2026 – Investimenti record nell’AI: previsione di circa 650 miliardi di dollari di spesa globale
Fonte: Bank of America Global Fund Manager Survey
https://www.bankofamerica.com
Consigli di approfondimento
- Fondo Monetario Internazionale – Global Financial Stability Report
https://www.imf.org - Financial Stability Board – rischi sistemici legati alle tecnologie emergenti
https://www.fsb.org - OECD – impatto economico dell’intelligenza artificiale
https://oecd.ai
Abstract: opportunità e rischi etico-sociali
L’espansione dell’intelligenza artificiale rappresenta una delle più grandi opportunità economiche del XXI secolo, con potenziale impatto su produttività, ricerca scientifica e innovazione industriale. Tuttavia, la concentrazione di capitali, la costruzione massiva di infrastrutture e le valutazioni speculative delle aziende tecnologiche sollevano interrogativi sulla sostenibilità finanziaria del settore.
Pro:
- accelerazione dell’innovazione tecnologica
- aumento della produttività economica
- nuove industrie e mercati globali
Rischi:
- possibile bolla speculativa
- concentrazione del potere tecnologico
- impatto sistemico sui mercati finanziari
Se la crescita del settore non sarà accompagnata da regolazione, trasparenza finanziaria e governance tecnologica, una correzione improvvisa potrebbe avere conseguenze economiche e sociali significative.







