Negli Stati Uniti lo scontro sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale si sposta sul terreno politico. Super PAC finanziati da miliardari della Silicon Valley stanno investendo milioni di dollari per ostacolare la candidatura al Congresso dell’ex dirigente tecnologico Alex Bores, promotore di una legge sulla trasparenza dell’AI. Il caso evidenzia il crescente peso delle aziende tecnologiche nel dibattito normativo sull’intelligenza artificiale e apre interrogativi sul rapporto tra potere economico, innovazione e democrazia.
Silicon Valley e lobbying politico sull’intelligenza artificiale
La competizione per definire le regole dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti sta assumendo una dimensione sempre più politica. Secondo quanto riportato da TechCrunch, un super PAC chiamato Leading the Future ha raccolto 125 milioni di dollari per sostenere candidati favorevoli a una regolamentazione minima dell’AI e contrastare figure politiche considerate più interventiste.
Tra i sostenitori del PAC figurano personalità e aziende influenti della Silicon Valley, tra cui il cofondatore di Palantir Joe Lonsdale, il presidente di OpenAI Greg Brockman, il fondo di venture capital Andreessen Horowitz e la startup di ricerca sull’AI Perplexity.
Uno dei principali obiettivi della campagna è Alex Bores, deputato dello Stato di New York ed ex dirigente di Palantir, che si candida al Congresso per il 12° distretto di New York.
Il nodo della regolamentazione: il RAISE Act
Bores è diventato una figura controversa nella Silicon Valley dopo aver promosso il RAISE Act, una legge sulla trasparenza dell’intelligenza artificiale entrata in vigore a dicembre.
La normativa richiede ai laboratori di AI con oltre 500 milioni di dollari di fatturato di:
- pubblicare un piano di sicurezza per i loro sistemi
- rispettare tali standard operativi
- segnalare eventuali incidenti catastrofici legati all’AI
Secondo Bores, la legge rappresenta una forma di regolazione “leggera”, basata più su trasparenza e responsabilità che su controlli preventivi stringenti.
Parallelamente, il dibattito federale si è intensificato dopo che il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che invita le agenzie federali a contestare le leggi statali considerate “onerose” per l’industria dell’intelligenza artificiale.
Il peso economico delle Big Tech nelle elezioni
Il caso Bores non è isolato. Nel 2025, aziende tecnologiche e dirigenti del settore AI hanno donato almeno 83 milioni di dollari a campagne federali e comitati politici.
Inoltre, Meta ha investito 65 milioni di dollari in due super PAC – American Technology Excellence Project e Mobilizing Economic Transformation Across California – per sostenere candidati favorevoli al settore tecnologico.
Secondo Bores, questi interventi finanziari rischiano di alterare l’equilibrio democratico: una campagna elettorale statale media nello Stato di New York raccoglie circa 100.000 dollari, una cifra molto inferiore rispetto agli investimenti delle grandi aziende tecnologiche.
Approfondimento: cronologia della regolamentazione dell’AI negli USA
- 2023–2024 – Crescono le richieste di regolamentazione dell’intelligenza artificiale da parte del Congresso e delle autorità statali.
- 2024 – Diversi stati americani introducono leggi locali su trasparenza e responsabilità degli algoritmi.
- Dicembre 2025 – Entra in vigore il RAISE Act nello Stato di New York.
- 2026 – L’ordine esecutivo federale chiede alle agenzie di contestare normative statali considerate restrittive per l’AI.
Fonti
- TechCrunch – https://techcrunch.com
- Federal Election Commission – https://www.fec.gov
- Documentazione legislativa sul RAISE Act – New York State Senate
Consigli di approfondimento
- Brookings Institution – Governance dell’intelligenza artificiale
https://www.brookings.edu - OECD AI Policy Observatory
https://oecd.ai - Stanford Institute for Human-Centered AI – AI policy
https://hai.stanford.edu
Abstract: implicazioni etiche e sociali
La crescente influenza finanziaria delle aziende di intelligenza artificiale nella politica statunitense solleva questioni cruciali sulla governance tecnologica.
Pro
- accelerazione dell’innovazione e degli investimenti nel settore AI
- maggiore coinvolgimento dell’industria nel dibattito normativo
Rischi
- possibile cattura regolatoria da parte delle Big Tech
- squilibrio nel processo democratico attraverso finanziamenti politici massicci
- rallentamento di normative su sicurezza, trasparenza e diritti digitali
Nel lungo periodo, la sfida sarà trovare un equilibrio tra sviluppo tecnologico e tutela dell’interesse pubblico. Senza meccanismi di controllo istituzionale efficaci, l’intelligenza artificiale potrebbe diventare non solo una infrastruttura economica, ma anche un nuovo campo di influenza politica globale.







