Le principali compagnie assicurative statunitensi stanno valutando l’esclusione dei rischi legati all’intelligenza artificiale dalle polizze aziendali, temendo danni sistemici impossibili da assorbire. Le recenti cause milionarie, gli errori dei chatbot e le truffe basate su deepfake aumentano l’allarme su un fenomeno in rapida espansione.
Le grandi assicurazioni americane — tra cui Great American, Chubb e WR Berkley — hanno chiesto ai regolatori il via libera per escludere dalle coperture le passività più diffuse generate dai sistemi di intelligenza artificiale. Secondo le informazioni riportate dal Financial Times, il timore centrale è rappresentato dall’opacità dei modelli: un assicuratore ha definito l’output dell’IA “una scatola nera troppo grande”, troppo imprevedibile per essere inquadrato nei tradizionali criteri attuariali.
L’allarme è alimentato da casi recenti che mostrano come errori o manipolazioni dell’IA possano produrre danni economici significativi. Nel 2024, Google AI Overview ha diffuso informazioni errate su una società energetica, contribuendo — secondo la causa intentata dall’azienda — a un danno da 110 milioni di dollari. Nello stesso anno, Air Canada si è vista costretta a onorare uno sconto inventato dal proprio chatbot, mentre truffatori hanno utilizzato una sofisticata clonazione vocale e video per sottrarre 25 milioni di dollari alla società di ingegneria Arup.
Ciò che realmente spaventa le compagnie, però, è la possibilità di un evento sistemico: un errore o una vulnerabilità condivisa da un modello molto diffuso che generi migliaia di sinistri simultanei. Come sottolineato da un dirigente di Aon, il settore può assorbire anche perdite isolate da centinaia di milioni di dollari; ciò che non può sostenere è un’ondata massiva e contemporanea di richieste di risarcimento innescate da un’unica falla tecnologica.
Il dibattito tocca anche la governance dell’IA. AIG, citata inizialmente dal Financial Times, ha poi chiarito a TechCrunchdi non avere alcuna intenzione, al momento, di introdurre tali esclusioni. Una prudenza che riflette la necessità di definire standard di sicurezza, trasparenza e responsabilità prima di allargare o restringere il perimetro delle coperture assicurative.
Cronologia essenziale e fonti
• 2023–2024: aumento dei casi di danni economici da errori IA — Air Canada (sconto errato)
• Marzo 2024: causa da 110 milioni per informazioni false di Google AI Overview (Reuters) — https://www.reuters.com
• 2024: truffa da 25 milioni con deepfake ai danni di Arup (BBC / Police updates) — https://www.bbc.com
• 2025: assicuratori USA chiedono ai regolatori esclusioni IA (Financial Times) — https://www.ft.com
Consigli di approfondimento
• OECD — AI risk & governance: https://oecd.ai
• NIST — AI Risk Management Framework: https://www.nist.gov
• European Commission — AI Act: https://digital-strategy.ec.europa.eu
Abstract — Pro, rischi ed effetti futuri
L’uso crescente dell’IA apre opportunità di automazione, riduzione dei costi operativi e miglioramento dei processi decisionali. Tuttavia, l’opacità dei modelli, la dipendenza da fornitori terzi e la possibilità di errori sistemici espongono aziende e società assicurative a rischi finora non mappati. In assenza di standard condivisi e audit indipendenti, il settore potrebbe assistere a una riduzione delle coperture e a una frammentazione regolatoria. A livello sociale, il rischio è un rallentamento dell’adozione dell’IA o, al contrario, una diffusione priva di adeguate tutele, con potenziali effetti di sfiducia, aumento delle frodi e instabilità nei mercati.







