Un sondaggio internazionale suggerisce che sempre più utenti di chatbot e assistenti digitali esplorano relazioni intime con l’intelligenza artificiale. Tra curiosità, supporto psicologico e rischi sociali, emerge una nuova frontiera del rapporto uomo-macchina.
Secondo un recente sondaggio condotto dalla società tecnologica Joi AI su 2.500 adulti appartenenti alle generazioni Z e Millennials, oltre la metà degli utenti attivi di strumenti di intelligenza artificiale si definisce “AI-sessuale”, ovvero aperta a sperimentare forme di intimità o sessualità mediate dall’IA. Il dato più citato è il 55% degli intervistati, che dichiara di essere disposto a esplorare interazioni intime con chatbot o assistenti virtuali.
Una delle motivazioni principali riguarda la facilità di esprimere desideri e fantasie senza il timore del giudizio umano. Circa il 60% dei partecipanti afferma che parlare con un sistema di IA consente una maggiore libertà emotiva rispetto alle relazioni tradizionali.
Secondo i dati dell’indagine, l’utilizzo dell’IA in ambito relazionale assume diverse forme. Il 37% degli utenti dichiara di usare chatbot per esercitarsi in scenari di flirt o appuntamenti, mentre il 31% sfrutta queste interazioni per esplorare nuove fantasie prima di provarle nella vita reale. Un ulteriore 25% afferma di sperimentare scenari che non proverebbe mai offline.
Gli studiosi sottolineano tuttavia che queste relazioni restano strutturalmente diverse da quelle umane. Justin Garcia, ricercatore del Kinsey Institute, ha evidenziato che le relazioni tra persone si basano su reciprocità emotiva, mentre l’interazione con sistemi di IA tende ad essere più transazionale e unidirezionale.
Allo stesso tempo alcuni risultati indicano effetti psicologici percepiti come positivi: il 61% degli intervistati sostiene che l’interazione intima con l’IA abbia migliorato la propria vita sessuale reale, mentre il 65% afferma di sentirsi più sicuro e attraente nelle relazioni offline.
Secondo la neuropsicologa clinica Shifali Singh, fenomeni di questo tipo possono essere collegati anche alla diffusione dell’ansia sociale tra i giovani adulti, che rende l’interazione con sistemi digitali meno stressante rispetto alle relazioni tradizionali.
Il fenomeno solleva tuttavia interrogativi etici, sociali e psicologici: dall’impatto sulle relazioni umane fino al ruolo delle aziende tecnologiche nella progettazione di sistemi capaci di simulare intimità.
Cronologia e contesto del fenomeno
- 2020-2022: diffusione globale dei chatbot conversazionali avanzati basati su modelli linguistici.
- 2023: crescente popolarità delle app di “AI companion” e relazioni virtuali.
- 2024: studi accademici iniziano ad analizzare le relazioni uomo-IA e i loro effetti psicologici.
- 2026: sondaggi su larga scala indicano una crescente apertura verso forme di intimità con sistemi artificiali.
Fonti e approfondimenti
- Kinsey Institute – ricerca sulle relazioni e la sessualità umana
https://kinseyinstitute.org - Mashable – analisi del sondaggio sulla “AI-sexuality”
https://mashable.com - American Psychological Association – studi su relazioni digitali e salute mentale
https://www.apa.org
Abstract: opportunità e rischi sociali
Possibili benefici
- spazio sicuro per esplorare identità e desideri
- supporto per persone con ansia sociale
- strumenti educativi o terapeutici controllati
Rischi etici e sociali
- sostituzione o riduzione delle relazioni umane reali
- dipendenza emotiva da sistemi artificiali
- sfruttamento commerciale dell’intimità digitale
- problemi di privacy e gestione dei dati sensibili
Nel lungo periodo il fenomeno dell’AI-sessualità potrebbe ridefinire i confini tra relazioni umane, tecnologia e identità personale, rendendo necessario un dibattito pubblico su regolazione, progettazione etica delle piattaforme e tutela degli utenti.







