Link documento KPMG: https://kpmg.com/de/en/insights/business-performance-and-resilience/performance-transformation/digitally-enabled-finance-business-services.html
Tipo documento: white paper — “Artificial intelligence as a catalyst: Paving the way for digital partnerships in financial services”.
Il white paper di KPMG descrive una nuova fase per i Finance Business Services: non più semplici centri di automazione o servizi condivisi, ma ecosistemi digitali fondati su cloud, piattaforme “as-a-service”, analisi avanzata e intelligenza artificiale. La promessa è rilevante: efficienze fino al 50% entro il 2030 in alcuni processi finanziari chiave, ma con rischi crescenti su governance, dati, lavoro e responsabilità.
Secondo KPMG, i servizi finanziari per le imprese stanno entrando nella fase dei Digital Enabled Finance Business Services. Il passaggio riguarda tre aree centrali: Procure-to-Pay, Order-to-Cash e Record-to-Report. L’analisi di mercato citata dal gruppo prevede, a seconda del processo, incrementi di efficienza fino al 50% entro il 2030 grazie all’uso dell’AI.
Il cambiamento non è solo tecnologico. La funzione finanza viene spinta verso un modello più consulenziale, orientato a dati, giudizio analitico e supporto strategico al business. I servizi non sarebbero più valutati soltanto su ore lavorate o attività transazionali, ma su risultati, qualità tecnologica e capacità decisionale.
Il quadro è coerente con il KPMG Global AI in Finance Report 2026, secondo cui oltre tre quarti delle organizzazioni usano l’AI in pianificazione finanziaria, reporting e analisi commerciale; il 71% dichiara ritorni in linea o superiori alle attese, ma solo il 23% afferma che l’AI supera davvero le aspettative.
Il punto critico è la fiducia. KPMG evidenzia che governance, controlli, qualità dei dati e supervisione umana separano le aziende che ottengono valore da quelle che adottano AI senza scala operativa. Il tema si intreccia con l’AI Act europeo, entrato in vigore il 1° agosto 2024, che punta a promuovere un uso responsabile e affidabile dell’intelligenza artificiale.
La trasformazione, quindi, non riguarda solo l’efficienza: riguarda chi controlla l’automazione, come vengono misurati gli errori e quale ruolo resta ai professionisti della finanza.
Breve approfondimento e cronologia
1 agosto 2024 — Entra in vigore l’AI Act dell’Unione europea, primo quadro normativo organico sull’intelligenza artificiale.
2026 — KPMG pubblica il Global AI in Finance Report, basato su 1.013 senior finance leader in 20 Paesi e 13 settori.
Entro il 2030 — KPMG stima potenziali efficienze fino al 50% nei processi FBS grazie all’AI.
Consigli di approfondimento: leggere il white paper KPMG sui Digital Enabled FBS, il Global AI in Finance Report 2026 e la pagina ufficiale della Commissione europea sull’AI Act.
Abstract: vantaggi, rischi e impatto sociale
L’AI nei servizi finanziari può accelerare processi, migliorare previsioni, ridurre errori e trasformare la finanza in una funzione strategica. I rischi riguardano dipendenza dai dati, opacità algoritmica, riduzione di competenze interne, responsabilità in caso di errore e pressione sui lavoratori. La conseguenza futura più rilevante sarà sociale: la finanza aziendale potrebbe diventare più predittiva e veloce, ma anche più concentrata nelle mani di chi controlla piattaforme, modelli e infrastrutture digitali.







