Botta e risposta tra Agcom e Google sull’impatto dell’intelligenza artificiale nel motore di ricerca. L’Autorità italiana annuncia una segnalazione alla Commissione europea per possibile compressione della libertà informativa, mentre Google difende AI Overview e AI Mode come evoluzione tecnologica. Al centro del dibattito il rischio di “epistemia” e la formazione del consenso democratico.
Si accende il confronto istituzionale sull’AI Mode di Google. Durante il convegno “Epistemia, conoscenza, AI e società” organizzato dall’Università La Sapienza di Roma, il presidente di Agcom, Giacomo Lasorella, ha annunciato l’intenzione di inviare una segnalazione alla Commissione europea.
Secondo Lasorella, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel motore di ricerca rappresenta “un caso evidente di impatto sull’informazione”, con il rischio di comprimere la libertà informativa e il diritto dei cittadini ad accedere a una pluralità di fonti, principio sancito dall’articolo 3 dell’European Media Freedom Act.
Dal canto suo, Diego Ciulli, Head of Government Affairs and Public Policy di Google in Italia, ha definito AI Overview e AI Mode “una naturale evoluzione del motore di ricerca”, sostenendo che non limitano l’accesso alle notizie né sostituiscono la lettura dei giornali.
Il dibattito si inserisce in un quadro normativo già segnato dall’AI Act, entrato in vigore nel 2024, che disciplina i sistemi di IA in base al rischio. Anna Ascani, vicepresidente della Camera, ha sottolineato come l’“illusione di conoscenza” generata dall’IA possa incidere sulla formazione del consenso democratico, richiamando la necessità di strumenti di salvaguardia.
Anche Meta, attraverso il suo Public Policy Manager Flavio Arzarello, ha invitato a evitare un eccesso di regolazione, proponendo un approccio più orientato ai casi d’uso.
Il confronto tra autorità, piattaforme e accademia segna un passaggio cruciale: la sfida non riguarda solo il traffico dei siti d’informazione, ma l’equilibrio tra innovazione tecnologica, pluralismo mediatico e qualità della democrazia.
Approfondimento e cronologia
- 2022-2023: Lancio globale dei sistemi generativi integrati nei motori di ricerca (fonte: comunicazioni ufficiali Google).
- 2024: Approvazione dell’AI Act e dell’European Media Freedom Act da parte delle istituzioni UE.
https://artificial-intelligence-act.eu/
https://digital-strategy.ec.europa.eu/ - 2026: Annuncio Agcom di segnalazione alla Commissione europea.
Consigli di approfondimento
- Testo ufficiale AI Act: https://eur-lex.europa.eu/
- European Media Freedom Act: https://digital-strategy.ec.europa.eu/
- Documentazione Agcom: https://www.agcom.it/
Abstract: pro, rischi e conseguenze
L’integrazione dell’AI nei motori di ricerca può migliorare accessibilità e sintesi delle informazioni, riducendo tempi e barriere cognitive. Tuttavia, concentra il potere di selezione e sintesi in algoritmi proprietari, con rischi di riduzione del pluralismo e influenza sulla formazione dell’opinione pubblica. Sul piano etico e sociale, il nodo riguarda trasparenza, accountability e sostenibilità economica dell’ecosistema informativo. In prospettiva, saranno decisive le scelte regolatorie europee per bilanciare innovazione e tutela democratica.







