L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il rapporto tra capitale e lavoro. Le dichiarazioni di Sam Altman al BlackRock Infrastructure Summit evidenziano un cambiamento strutturale: produttività crescente, potere dei lavoratori in calo e nuove tensioni economiche.
Un nuovo equilibrio tra capitale e lavoro
Durante il summit organizzato da BlackRock, Altman ha riconosciuto che l’intelligenza artificiale sta alterando le fondamenta del capitalismo. Secondo quanto riportato da fonti come Fortune, l’adozione dell’AI consente al capitale di aumentare drasticamente la produttività, riducendo la dipendenza dal lavoro umano.
Il CEO di OpenAI ha sottolineato come le GPU possano superare molti lavoratori in termini di efficienza, portando a una “economia dell’abbondanza”. Tuttavia, questo scenario rischia di indebolire il potere contrattuale dei lavoratori, elemento storicamente centrale nel sistema capitalistico.
Il fenomeno dell’“AI-washing” e i licenziamenti
Altman ha anche evidenziato il crescente fenomeno dell’“AI-washing”: aziende che attribuiscono all’intelligenza artificiale decisioni di riduzione del personale, spesso legate a dinamiche economiche tradizionali.
Questo punto è coerente con analisi di centri di ricerca economica come l’OCSE, che segnalano come l’impatto dell’AI sul lavoro sia complesso e non sempre direttamente responsabile dei licenziamenti. Tuttavia, la narrativa dominante tende a semplificare il fenomeno, alimentando percezioni distorte.
Verso un’AI “troppo economica per essere misurata”
Altman ha dichiarato che l’obiettivo finale è rendere l’intelligenza artificiale estremamente accessibile, “troppo economica per essere misurata”. Questa visione richiama modelli economici già osservati nel settore digitale, dove la riduzione dei costi marginali ha rivoluzionato interi mercati.
Tuttavia, resta aperta la questione centrale: chi beneficerà realmente di questa abbondanza? Senza meccanismi di redistribuzione o nuove politiche del lavoro, il rischio è un aumento delle disuguaglianze.
Approfondimento e cronologia
- 2023–2024: Crescita investimenti in AI generativa (fonte: OECD AI Policy Observatory)
https://oecd.ai - 2024: Dibattito globale su lavoro e AI (fonte: World Economic Forum Future of Jobs Report)
https://www.weforum.org/reports/future-of-jobs-report-2024 - 2025: Discussioni su governance AI e lavoro nell’UE (fonte: Commissione europea – AI Act)
https://digital-strategy.ec.europa.eu
Consigli di approfondimento
- MIT Sloan – AI e produttività
https://mitsloan.mit.edu - McKinsey Global Institute – Future of work
https://www.mckinsey.com/mgi
Abstract: impatti etici e sociali
Pro
- Aumento della produttività globale
- Riduzione dei costi e maggiore accesso ai servizi
- Nuove opportunità economiche e industriali
Rischi
- Erosione del potere contrattuale dei lavoratori
- Crescita delle disuguaglianze economiche
- Concentrazione del potere nelle grandi aziende tecnologiche
Conclusione
L’intelligenza artificiale rappresenta una discontinuità storica nel capitalismo. Senza nuove forme di governance e redistribuzione, il passaggio verso un’economia dell’abbondanza potrebbe accentuare squilibri sociali, rendendo urgente una revisione delle politiche economiche globali.







