Con l’entrata in vigore dell’AI Act e della legge italiana sull’intelligenza artificiale, le PMI si trovano davanti a un nuovo equilibrio tra obblighi normativi e strumenti volontari di governance (Tra conformità normativa all’Al Act e governance volontaria, STANDARD numero 6 | Anno 4 | Dicembre 2025, UNI, pp. 34-35. Valentina Grazia SAPUPPO, Avvocato, Informatico Professionista ai sensi della Legge 4/2013, e DPO certificato, parte del Support Pool of Experts dell’European Data Protection Board EDPB). Comprendere questa distinzione è oggi decisivo per trasformare la compliance in un vantaggio competitivo sostenibile.
L’adozione dell’AI Act (Regolamento UE 2024/1689) segna una svolta storica nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale in Europa. Il quadro normativo introduce obblighi giuridicamente vincolanti per fornitori, importatori, distributori e utilizzatori professionali di sistemi di IA, con un approccio basato sul rischio e una forte tutela dei diritti fondamentali.
In parallelo, si colloca lo standard UNI CEI ISO/IEC 42001, che definisce i requisiti per un Artificial Intelligence Management System (AIMS). Pur essendo volontario, questo standard rappresenta uno strumento chiave di governance certificabile, consentendo alle organizzazioni di integrare accountability, gestione del rischio, qualità dei dati e trasparenza lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi di IA.
In Italia, la nuova legge nazionale sull’IA rafforza il quadro europeo introducendo un modello di governance duale. All’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) spettano funzioni di supporto e accreditamento, mentre l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) esercita poteri di vigilanza e controllo, inclusi quelli sanzionatori. Per i sistemi di IA ad alto rischio, l’adesione alle norme armonizzate CEN-CENELEC diventa un passaggio essenziale nella valutazione di conformità.
Il messaggio per le PMI è chiaro: la compliance non può più essere considerata un mero adempimento formale. Diventa invece una leva strategica per rafforzare affidabilità, competitività e sostenibilità, favorendo modelli di innovazione responsabile e orientata al beneficio collettivo.
— Approfondimento | Cronologia e contesto normativo
- 2021-2023: proposta e negoziazione dell’AI Act
https://commission.europa.eu - 2024: approvazione Regolamento UE 2024/1689 (AI Act)
https://eur-lex.europa.eu - 2024-2025: pubblicazione ISO/IEC 42001 e recepimento UNI
https://www.iso.org - 2025: legge italiana sull’intelligenza artificiale
https://www.governo.it
Consigli di approfondimento
- Linee guida EDPB su IA e diritti fondamentali: https://edpb.europa.eu
- Norme armonizzate CEN-CENELEC per AI Act: https://www.cencenelec.eu
Abstract – Pro, rischi e implicazioni etico-sociali
L’AI Act offre maggiore tutela dei diritti, trasparenza e fiducia nei sistemi di IA. Tuttavia, i costi di adeguamento e la complessità regolatoria possono penalizzare le PMI meno strutturate. L’integrazione con standard volontari come ISO/IEC 42001 può mitigare tali rischi, favorendo una governance etica e scalabile. In prospettiva, l’adozione consapevole dell’IA influenzerà profondamente i modelli organizzativi, il lavoro e la fiducia sociale nella tecnologia.









