Oltre la metà degli adolescenti statunitensi utilizza chatbot di intelligenza artificiale per informarsi o fare i compiti. Il 12% cerca supporto emotivo. I giovani sono più ottimisti sull’impatto personale dell’IA che su quello sociale, ma temono dipendenza e perdita di lavoro. È quanto emerge da un nuovo sondaggio del Pew Research Center.
Secondo l’indagine, condotta tra il 25 settembre e il 9 ottobre 2025 su ragazzi tra i 13 e i 17 anni, il 64% dichiara di usare chatbot come ChatGPT, Copilot e Character.ai. Il 57% li utilizza per cercare informazioni e il 54% per i compiti scolastici; il 47% anche per intrattenimento.
Un adolescente su dieci afferma di svolgere tutti o la maggior parte dei compiti con l’aiuto dell’IA. Il 59% ritiene che copiare con i chatbot sia una pratica diffusa nella propria scuola. Solo il 3% considera questi strumenti inutili per lo studio, mentre circa la metà li giudica molto o estremamente utili.
Sul piano personale, il 36% prevede un impatto positivo dell’IA nei prossimi 20 anni, contro il 15% che teme effetti negativi. Tuttavia, il giudizio diventa più critico rispetto alla società: il 26% prevede conseguenze negative. Tra le principali preoccupazioni emergono la perdita di pensiero critico (34%) e la sostituzione occupazionale (25%).
L’alfabetizzazione digitale appare diffusa: il 95% ha sentito parlare di chatbot IA, ma solo un quarto dichiara piena fiducia nell’utilizzarli. Il dato conferma la necessità di policy scolastiche chiare e percorsi educativi orientati a un uso responsabile e consapevole.
Approfondimento e cronologia
- 2023-2024 – Diffusione globale di chatbot generativi nelle scuole (OCSE, UNESCO).
- 2024 – Linee guida UNESCO sull’IA nell’educazione: https://www.unesco.org
- 2025 – Sondaggio ufficiale del Pew Research Center: https://www.pewresearch.org
Consigli di approfondimento:
- OCSE, “AI in Education”: https://www.oecd.org
- UNESCO, “Guidance for generative AI in education”: https://www.unesco.org
- National AI Initiative (USA): https://www.ai.gov
Abstract – Pro e rischi
L’IA rappresenta per gli adolescenti uno strumento di efficienza e apprendimento personalizzato. I benefici includono accesso rapido alle informazioni e supporto didattico adattivo. Tuttavia, emergono rischi etici e sociali: dipendenza cognitiva, erosione del pensiero critico, aumento delle disuguaglianze educative e normalizzazione dell’imbroglio. Senza governance educativa e alfabetizzazione strutturata, l’integrazione dell’IA potrebbe ridefinire in modo problematico i processi formativi e le dinamiche occupazionali future.







